Il Museo delle Torture di Napoli nasce il 20 febbraio 2016 dopo una lunga ricerca degli spazi più adeguati fino all’ attuale sede, prossima alla celebre San Gregorio Armeno, con il preciso scopo non soltanto di mostrare una collezione unica di strumenti di tortura, ma anche di colmare una lacuna culturale: Napoli fu la città che rifiutò l’insediamento dell’Inquisizione al Modo Spagnolo, quello più cruento ed efferato, e che si sollevò e impedì il radicamento del Santo Uffizio.

Mentre l’Europa e l’Italia erano insanguinate dalla caccia alle streghe e ai loro complici, Napoli città vicereale e quindi sotto il diretto controllo della Spagna, è riuscita ad evitare che le atrocità si compissero sul suo suolo: un particolare patto trai nobili e il popolo, riesce a compattare la forza necessaria alla ribellione che metterà la città in grado, durante sanguinose sollevazioni, di rifiutare i brutali metodi dell’Inquisizione.

E’ una storia che merita di essere narrata, e che fa di Napoli una città unica.

La collezione comprende pezzi rari risalenti al XVI-XVII-XVIII secolo o ricostruzioni filologiche del tardo Ottocento e inizi Novecento, di originali antichi ed introvabili strumenti, alcuni molto conosciuti ed altri meno noti e sofisticati, che dimostrano attraverso ricostruzioni, pannelli e didascalie chiari e multilingua, quanto la fantasia umana non abbia avuto limiti nella ricerca di mezzi atti ad infliggere le più abominevoli torture, dimenticando ogni forma di rispetto per il genere umano.

Un interessante viaggio “nella storia delle torture” che non ebbero mai inizio a Napoli!

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